Edamus ospita la scrittrice Partenopea Loredana Limone
Posso assicurarvi, che sono entusiasta e lusingato, di ospitare Loredana Limone in Edamus! Napoli, è una città che mi affascina e che più di una volta mi ha “sedotto”. In questo suo intervento, Loredana, offre ai lettori, una visione attenta ed appassionata della città di Napoli, dei suoi magici colori, dei suoi inebrianti profumi, sapori ed anche della gustosissima cucina Parteonopea, fatta di molteplici cose buone e piatti unici.
Come dice la stessa autrice, attraverso le pagine del suo libro, “La Cucina nel Paese di Cuccagna”, una cucina variegata, che spazia dai quartieri più umili sino alle tavole più ricche e sfarzose, dove l’elemento univoco è la convivialità ed il piacere dello stare assieme tipico dei Napoletani...
Vi lascio alle parole di Loredana, buona lettura!
“Parlare del mare, del golfo, della sirena Partenope, dei contrasti e delle esterne contraddizioni, parlare di Matilde Serao, di Totò, di Eduardo Nicolardi, parlare degli spaghetti, della pastiera, della pizza, è parlare di Napoli.
La pizza: partiamo da lì.
Diffusasi nella versione che ebbe i natali nel lontano 1889 in onore della regina Margherita di Savoia, ha fatto il giro del mondo “arricchendosi” con ingredienti che probabilmente avrebbero fatto inorridire i napoletani dell’epoca, avi di un popolo che oggigiorno nemmeno conosce quella che, in ordine cronologico, fu la prima pizza: la “mastunnicola”.
Corrisponderebbe più o meno all’attuale pizza bianca e fu inventata in un periodo di estrema miseria da un’ingegnosa massaia la quale, per rendere il pranzo del marito il più gradevole possibile (“mastunnicola” deriva dalla fusione del nome comune mastro – maestro – e del nome proprio Nicola), gli preparava una schiacciata condita con strutto e ciccioli.
Di questa pizza è inserita la ricetta originale, tramandata oralmente di secoli in secoli, nel mio libro “La cucina del Paese di Cuccagna – Passeggiate gastronomiche con Matilde Serao” (Il leone verde edizioni).
Matilde Serao, in questo libro è una perfetta antifrione che fa fare a me ed ai lettori un tuffo nella storia, nello straordinario Paese di Cuccagna, cioè Napoli, come ella stessa la definì nel titolo di un suo coloratissimo, bellissimo romanzo.
Ne viene fuori un tour appassionante in una città passionale e solare dove, più che altrove, si sente come la cucina s’innesti nella vita non solo in quanto necessità materiale, ma come la più immediata e schietta espressione di una fantasia esuberante, intensa ed estrosa.
Seguendo la Serao attraverso i vicoli di Napoli (che sono i quartieri fiabeschi e brulicanti della città), incontriamo il friggitorie con le sue fragaglie calde, i panzarotti e le paste cresciute; o può capitarci di rimanere inebriati dal paradisiaco profumo della pastiera (sempre è simbolo di pace e grazia sulla mensa pasquale) che fuoriescono dalle grate di un convento di clausura.
Matilde Serao, scrittrice che ammiro molto, mai riconosciuta come meritava, pietra miliare del giornalismo partenopeo, amò in maniera sviscerata la sua città (ancorché fosse nata a Patrasso) e la celebrò nei suoi romanzi, che includono alcuni tra i massimi esempi del verismo napoletano.
Tra questi c’è il già citato il “Paese di Cuccagna”, pubblicato nel 1891. Il libro descrive la situazione di miseria, di superstizione e di ingiustizia, in cui versava il popolo che era completamente abbandonato a se stesso dalla dirigente e che pure scientemente, con le proprie scellerate mani, ogni settimana contribuiva a peggiorare una situazione già al limite della sopravvivenza buttando via i pochi e soli soldi – per la maggior parte presi a prestito dagli innumerevoli usurai - nel pericolosissimo gioco del lotto che tutto prende (anche la vita in qualche caso) e niente dà.”
Loredana Limone
Stefano Buso. Zona geografica a nord est della penisola Italiana; esperto d'enogastronomia, ha scritto numerosi articoli ed interventi, oltre che per Vinit, anche per altri magazine, occupandosi di cibo, cultura e storia dell'alimentazione e critica gastronomica.
Email: edamus@vinit.net
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