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Vino e Consorzi

 

Vino e ConsorziLeggo e volentieri raccolgo questi spunti di riflessione che trascrivo per sensibilizzare gli addetti ai lavori, ma anche gli appassionati, le Pubbliche Istituzioni (Camere di Commercio, Assessorati vari ecc.) che troppe volte sembrano sonnecchiare di fronte a problematiche serie e delicate come quella dei controlli “SUPERPARTES“...

Già avevo evidenziato come sia “inconcepibile“ che nelle Commissioni per Le DOC istituite presso le CC.II.AA. possano entrare a farvi parte i produttori stessi: ed il conflitto di interesse non lo prendiamo proprio in considerazione?

”I Consorzi dei vini non funzionano. Non funziona il peso dei voti in base alle bottiglie prodotte, non funziona la volontà dei consorzi di diventare loro stessi controllori. Chi denuncia questo è Carlo Petrini su La Stampa di domenica che parla di una degenerazione reale dei consorzi dei vini. Bisogna intervenire in tempo, dice il fondatore di Slow Food che parla di uno "sforzo corale, anche perché il futuro riguarda la naturalità del vino e il confronto con gli altri Paesi".

Cosi’ risponde il collega Paolo Massobrio:

Cartolina per... I Consorzi dei vini

Carlin Petrini ha ragione. Ha ragione da vendere e questa sua idea (la terziarietà dei controlli e la democraticità nella gestione dei consorzi) è sacrosanta e va sostenuta.

Anche la Coldiretti sembra sulla medesima lunghezza d'onda e quanto è successo nel Gavi, dove il Consorzio è spaccato in due e la poca democraticità ha dato vita ad un'altra Associazione, rappresenta il simbolo di questa sofferenza generalizzata.

Non è possibile che il patrimonio collettivo che è un territorio del vino sia oggi in mano al potere di una Cantina Sociale, domani a quella di un Imbottigliatore di vino, domani ancora a chiunque, tranne che al personaggio più rappresentativo, magari un contadino che ha dato lustro all'immagine di un vino e di un territorio, salvo vedersi disfare tutto dal presidente di turno.

E' ora di finirla: ripensiamo ai Consorzi prima che la barca affondi nelle paludi dell'ingovernabilità.

Tutto questo succede in moltissime parti d’ Italia dove in CC.II.AA. nelle apposite commissioni troviamo alcuni produttori per l’assegnazione delle DOC, e poi gli stessi li ritroviamo alla guida del relativo Consorzio di Tutela per l’assegnazione del bollino.

Se questi sono i nostri controlli siamo proprio alla frutta! Molte volte ho sollevato il problema anche a livello locale della provincia dove vivo, ma nessuno ha colto l’occasione per una seria riforma quanto mai necessaria ed urgente, per un innalzamento del livello minimo di qualità in fase di assegnazione della DOC.

Grazie della vostra attenzione cari amici lettori.

Roberto GattiRoberto Gatti
sommelier degustatore
Codigoro (Ferrara)
Email: gatti-roberto@libero.it
Winetaste.it - contact@winetaste.it

 

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