La rete di internet come opportunità da cogliere velocemente per
emergere in un mondo fatto di centinaia di migliaia di etichette: è
questo il must uscito dal convegno organizzato da Vinitaly dal titolo
"Vino, Web e Social Network: opportunità e responsabilità", che ha
posto però anche all'attenzione il problema del controllo e della
tracciabilità delle informazioni messe in rete. Un convegno che
proprio grazie a un social network come twitter e ai blogger presenti
ai lavori è stato seguito in tempo reale da migliaia di utenti al di
fuori delle mura della sala conferenze. Internet e i vari social
network quali i blog, twitter, facebook, ma anche youtube sono il nuovo
strumento di comunicazione che può permettere anche ai piccoli
produttori vitivinicoli di entrare direttamente in contatto con i
consumatori, per farsi conoscere ma anche per "conversare" in tempo
reale dei loro gusti e delle tendenze in atto senza intermediazioni. Dall'altra
parte, i consumatori per la prima volta possono scegliere e scambiarsi
opinioni direttamente, tanto che ormai l'80% delle persone si informa
su internet prima di fare un acquisto importante e il 70% confronta i
prezzi sulla rete. Si tratta di un nuovo modo di fare marketing, a
prezzi accessibili e con attività mirate e facilmente verificabili nei
risultati che permettono di ottimizzare le risorse, pur andando a
colpire puntualmente il singolo potenziale cliente. Molto si basa sul
passaparola, e questo dà al consumatore un potere mai avuto prima. Che
lo strumento di internet abbia enormi potenzialità per il settore
enologico lo dimostra il fatto che il vino compare in quasi il 2% delle
conversazioni in rete che si svolgono nelle principali lingue europee,
per un totale di 105 mila conversazioni ogni giorno. Ma a chi non la
conosce la rete fa paura, e anche tra gli operatori dell'informazione
c'è forte la preoccupazione che, essendo alla portata di tutti, i blog
e i social network possano diventare strumento per decidere anche la
cattiva sorte di un'azienda, attraverso la diffusione di false
informazioni. Al controllo e alle regole imposte, però, tra chi
utilizza la rete prevale l'idea che sia meglio l'autocontrollo, da
raggiungere magari attraverso un codice etico condiviso, ferma restando
la capacità, già dimostrata dalla rete, di scoprire e subito isolare
chi sbaglia o chi non si dimostra credibile. Il confronto sul tema è
agli inizi, da Vinitaly sono state lanciate, grazie anche alla presenza
tra i relatori di Gianluca Amadori, presidente dell'Ordine dei
Giornalisti del Veneto, le prime idee per trovare un punto di sintesi
che porti il mondo del vino a fidarsi di internet. Ma già da ora il
messaggio è che non bisogna avere paura della rete e che è importante
iniziare a percorrere le nuove strade del marketing. Lo dicono gli
analisti dei media (tra i relatori del convegno Enrico Grazzini del
Corriere della Sera) e i blogger (Filippo Ronco di TigullioVino e Vinix
e Giampiero Nadali di Aristide Blog), ma anche dalle cantine che la
stanno utilizzando con profitto in termini di immagine (Francesco Zonin
con l'esperienza di My Feudo tra i relatori e Lorenzo Biscontin di
Santa Margherita tra il pubblico).
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