Così come lo conosciamo oggi, fu inventato quasi per caso in Francia,
nel 1934, mentre si cercava come conservare il più a lungo possibile
l’uva da tavola appena raccolta. Nel nostro paese venne introdotto nel
1975 da Giacomo Tachis, enologo dei Marchesi Antinori. Spesso
ostracizzato da critici ed esperti, il Novello rivendica, invece, il
suo ruolo e la sua dignità: è il primo vino frutto dell’ultima
vendemmia e a differenza del suo concorrente francese, il Beaujolais,
che arriva solo dall’omonima zona ed è ottenuto quasi esclusivamente da
Gamay, il Novello italiano proviene da tutte le regioni vinicole del
Belpaese e da vitigni diversi. Forse per questo si può parlare non del
Novello ma dei Novelli italiani. Con un bouquet aromatico, il colore
rosso rubino trasparente, il gusto fruttato, ha ampie possibilità di
abbinamento: dall’aperitivo al panino, dalla pizza al sushi.
Caratteristiche che ne fanno un vino di successo soprattutto tra i
giovani e il pubblico femminile. Per apprezzarlo e promuoverlo a
Verona, presso il Palazzo della Gran Guardia, il 5 e 6 novembre, parte
“Anteprima Novello”, un’esposizione e degustazione della produzione
nazionale di vini Novelli, assolutamente da non perdere.
Autore: Terenzio Medri
|