Nella giungla delle offerte e dei prodotti “civetta” ora arriva il
personal&food
shopper al servizio dei turisti golosi e modaioli. Una nuovissima
figura a metà tra accompagnatore e consulente agli acquisti, un buon
conoscitore di una città o di un territorio del vino e del cibo, in
grado di districarsi tra negozi fashion, alta moda, design ma anche
botteghe del gusto, cantine e ristoranti di qualità. Nato negli Stati
Uniti e in Inghilterra nel campo della moda, per accompagnare manager e
turisti facoltosi tra atelier e grandi vetrine, il personal shopper è
una figura che da qualche anno opera anche nelle grandi città italiane,
a Milano, Firenze e Roma. E poiché i turisti
sono alla ricerca anche di cose buone da mangiare, la “professione” ora
si arricchisce di nuove competenze, quelle enogastronomiche. Così il
personal shopper diventa in sordina un personal&food shopper. Oltre
a conoscere moda, design, grandi concept store, piccole botteghe
artigiane, sa di cibo, vini e prodotti locali di qualità. E oltre a
conoscere le tendenze del momento, il personal&food shopper deve
essere anche un po’ psicologo per capire rapidamente la personalità e
le esigenze della persona che ha davanti. Non è un caso che una scuola
prestigiosa come il Polimoda di Firenze, presieduta da Ferruccio
Ferragamo, stilista e produttore di vino, abbia inserito nei suoi corsi
anche testimonianze di esperti di enogastronomia e turismo goloso.
“Sono sempre di più le agenzie di personal shopping che si avvalgono di
collaboratori esperti di enogastronomia e turismo enogastronomico,
questo perché la domanda di certi servizi da parte di una clientela
internazionale di alto profilo si sta evolvendo”, sottolinea Nicola
Benedettini, project manager del Polimoda. “Così per rispondere a
queste sollecitazioni del mercato stiamo valutando la possibilità di
fare corsi specifici tenuti da esperti del settore”. Il primo corso di
personal&food shopper è nato a Bologna, organizzato dalla società
toscana Kronos Consulting (
www.kronos-consulting.it)
in collaborazione con la Compagnia del Cioccolato ed esperti di
comunicazione della moda e del cibo. Dopo l’iniziativa bolognese, in
procinto di partire, il corso farà tappa a Roma e Verona per poi
arrivare in altre città. Dieci lezioni di otto ore ciascuna per parlare
di etichette, moda, costume, contrattualistica, alimentazione, vino,
cibo e psicologia degli acquisti. “È un corso aperto a tutti coloro che
hanno la passione per lo shopping, unita a quella per la moda e per il
cibo”, sottolinea Alessandra Lepri, coordinatrice didattica del corso
ed esperta di comunicazione. “La prima scintilla è la passione. Se una
persona si innervosisce davanti alle vetrine non è questo il suo
lavoro, così come se crede di essere il depositano del gusto
alimentare”, dice. E aggiunge: “Il personal&food shopper deve
costruire un servizio su misura, quindi oltre a conoscere i prodotti e
i luoghi dove acquistarli sa ascoltare le esigenze del cliente per
creare un itinerario culturale e di acquisti ad hoc”. Passione per lo
shopping, curiosità, conoscenze enogastronomiche e della moda, capacità
di ascolto, padronanza di almeno una lingua straniera: sono queste a
grandi linee le competenze richieste. Ma chi sono invece i clienti?
Generalmente sono turisti stranieri, per lo più russi, americani,
inglesi, giapponesi e arabi. Hanno poco tempo e molto denaro da
spendere, vogliono andare sul sicuro, fare buoni acquisti e portare a
casa souvenir ricercati e firmati. Vogliono anche fare un’esperienza
tra lussi ed eccellenze locali, conoscere un produttore di olio,
visitare una buona cantina, provare un ristorante di qualità. Quella
del personal&food shopper non è ancora una professione con un
proprio status giuridico, ma un mestiere che si può fare a tempo pieno
o part-time, anche per integrare i redditi di un altro lavoro. Monica
Sirani, è una giovane laureata in Scienze della Comunicazione, che dopo
un’esperienza a Londra ha deciso di aprire una sua agenzia a Milano, la
Personalshoppingmilano (
www.personalshoppingmilano.com),
lavorando a tempo pieno con turisti stranieri e italiani. Oltre a
organizzare shopping tour propone consulenze d’immagine e di recente ha
deciso di allargarsi anche al campo dell’enogastronomia per soddisfare
meglio le aspettative dei clienti. “Sto organizzando percorsi di
personal&food shopper in Toscana”, afferma la Sirani, “per
aggiungere nuovi servizi che spesso ci vengono richiesti”. L’esperienza
della Personalshoppingmilano dimostra che in questo mestiere, oltre al
passaparola, avere un buon sito e promuoversi attraverso internet è
strategico. D’altro canto le possibilità di lavoro sono ampie poiché il
mercato è sostanzialmente inesplorato, come ben sanno quelle agenzie di
viaggi, che da un po’ di tempo hanno arricchito i loro pacchetti di
itinerari enogastronomici e degustazioni guidate. Le possibilità di
guadagno sono buone. Non trattandosi di una professione riconosciuta
non esiste un tariffario, quindi il prezzo del servizio è una variabile
molto indipendente. Di solito però il costo non scende sotto i 40 euro
l’ora crescendo in base alle richieste specifiche del cliente o del
gruppo di persone da accompagnare. “Per una mezza giornata di
shopping”, dice ancora Alessandra Lepri, “a volte si possono chiedere
anche 500 euro e in più certe boutique, avvezze al mestiere, offrono
anche buone provvigioni sugli acquisti”. Insomma, da una parte e
dall’altra il gioco vale la candela.
Autore:
Massimiliano Rella