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Caratteristiche dei portinnesti. Il vivaio. La tecnica del cartonaggio. I vitigni da frutto ed i portinnesti. La tecnica di impianto

Il vivaio. La tecnica del cartonaggio. I vitigni da frutto ed i portinnesti. La tecnica di impianto. Prima dell'avvento della Fillossera, nel corso del 1800, la vite europea cresceva e veniva propagata facilmente, senza troppa spesa: la prima viticoltura ad essere flagellata fu quella francese e al Congresso viticolo di Beaune nel 1869 venne proposto l'impiego di viti americane per ottenere la resistenza alla Fillossera.

Caratteristiche dei portinnesti. Il vivaio. La tecnica del cartonaggio. I vitigni da frutto ed i portinnesti. La tecnica di impianto

Le principali viti americane utilizzate come portinnesto sono Riparia Gloire de Montpellier, Rupestris du Lot, Berlandieri e gli incroci ottenuti da Riparia x Rupestris, Berlandieri x Riparia e Berlandieri x Rupestris sono utilizzati in qualità di portinnesti; esistono anche gli ibridi complessi e un esempio è il 1045 P. ( P. sta per Paulsen che lo ottenne nel 1895), realizzato dall'incrocio: Berlandieri x Aramon X Rupestris e resistente alla clorosi e alla siccità.

Le caratteristiche dei vari incroci dipendono dalla impostazione genetica dei progenitori ed in questo modo, utilizzando le diverse attitudini di Riparia, Berlandieri e Rupestris si ottengono portinnesti con le più diverse impostazioni di vigoria, di resistenza ai terreni sabbiosi, calcarei ed altro;inoltre il portinnesto induce nella marza caratteristiche di fruttificazioni abbondanti piuttosto che anticipi o ritardi di maturazione.

I portinnesti più diffusi sono: Kober 5 BB ( Berlandieri X Riparia, mediamente resistente alla siccità e sino al 20% di calcare attivo, può causare ritardi di maturazione), SO4 ( Berlandieri x Riparia, fornisce produzioni abbondanti, si adatta ai terreni difficili, induce anticipo di maturazione ma resiste poco alla siccità), 1103 P.( Berlandieri x Rupestris, vigoroso, ritarda la maturazione, assorbe molto il magnesio), 140 Ru ( Berlandieri x Rupestris, Ru sta per Ruggeri, il costitutore del portinnesto, caratterizzato da resistenza al calcare e alla siccità anche se sensibile ai nematodi e all'Agrobacterium tumefaciens).

La soluzione migliore nella scelta del portinnesto consiste nella riduzione del rischio d'insuccesso e quindi nella individuazione di 2 o 3 portinnesti ritenuti adeguati con una successiva comparazione che può essere fatta in precedenza, sperimentalmente, nella previsione di un futuro impianto.
Vero è che possiamo riscontrare, rispetto al portinnesto, un'incidenza sui frutti dal momento che confermiamo che i portinnesti posseggono diversità a livello fisiologico e inducono la produzione di mosto e quindi di vino con connotazioni differenti.
Passiamo ora ad analizzare l'ambiente-vivaio, luogo in cui vengono coltivate le Piante Madri Portinnesti e le Pianti Madre Marze per dare luogo alle barbatelle e alle barbatelle innestate.
Mentre le Pianti Madri Portinnesti devono essere coltivate in terreni non troppo fertili e sani, nei vivai dove si coltivano le barbatelle che necessitano di terreni freschi e fertili: dopo un anno di utilizzo occorre cambiare terreno del vivaio e sono comunque opportune, in corso d'opera, concimazioni minerali e organiche prima della messa a dimora delle barbatelle in vivaio ed anche dopo, sia al terreno che alle foglie, insieme a costanti lavorazioni. Le piantine devono crescere, in vivaio, nelle migliori condizioni e l'acqua deve essere somministrata piuttosto presto per non ritardare la maturazione del legno.

Il vivaio è una tappa fondamentale nella vita della pianta e devono essere dunque presi tutti gli accorgimenti atti a far emergere individui che usciranno con una "carta d'identità" e raggruppati in mazzi da 25 e chiusi con una fascetta di plastica inviolabile e di colore diverso ( bianco, azzurro, arancio), che distingue diverse categorie qualitative delle barbatelle, di base, standard o certificato.

Il cartonaggio, sperimentato dalla metà degli anni '60 in Germania, consente la messa a dimora di barbatelle ed è utile per sopperire alla carenza di una determinata combinazione d'innesti: gli innesti, trattati con radicanti vengono sottoposti ad una paraffinatura per proteggere la zona di congiunzione, vengono poi sottoposti a "forzatura" in terra ( e ,ora, anche in acqua, novità tecnica in espansione), dopodiché sottoposti a una seconda paraffinatura. A questo punto, nel caso del cartonaggio, gli innesti vengono inseriti in vasetti di cartone bucherellato o di torba e "forzati" nuovamente e, infine, dopo un periodo di ambientamento ad alta temperatura e forte umidità, possono essere posti a dimora: naturalmente le piantine hanno necessità di essere difese dalle malerbe e occorre fare attenzione ai trattamenti anticrittogamici. Il costo dell'intero processo è elevato ma in questo modo la programmazione della produzione è ottimale.

di Paolo d'Abramo

 

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