Chardonnay. Aristocratico vitigno a frutto bianco della Borgogna e molto noto in tutta la Francia, dove rappresenta alcuni vini prestigiosi. Dalla Francia si è diffuso anche in Valle D'Aosta e nel Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia. E’ uno dei vitigni più coltivati al mondo E’ l’ingrediente dei migliori spumanti italiani e dà bianchi sia fruttati e leggeri che potenti e corposi.
La varietà è abbastanza omogenea, le differenze sostanziali riguardano l’acinellatura più o meno pronunciata e soprattutto le componenti organolettiche dell’uva. Germoglio ad apice espanso, verde-giallastro, poco tomentoso, con foglioline apicali spiegate, poco tomentose, verdi-dorate.
Foglia media, tondeggiante, quasi intera, lembo un po’ bolloso, verde cupo, scarsamente provvisto di tomento.
Grappolo medio, tronco-conico, con un’ala evidente, giustamente compatto con assenza spesso trascurabile di acinellatura dolce; acino medio, di colore giallo-dorato, buccia di media consistenza, polpa succosa, dolce, di sapore semplice con aroma più o meno evidente.
Lo chardonnay è un vitigno vigoroso, a germogliamento molto precoce per cui sono da evitare aree di vegetazione soggette a brinate tardive, tralci vigorosi ad internodo corto, vegetazione tendenzialmente equilibrata. Si adatta ai diversi tipi di terreno ed ai diversi climi purché non troppo umidi; è molto resistente alla clorosi.
Si adatta alle diverse forme di allevamento ed ai diversi sesti di impianto purché non troppo stretti. Può essere potato corto nel sud o medio-lungo nel nord purché si dia una carica di gemme equilibrata alla vigoria.
Si adatta alle varie forme di allevamento anche completamente meccanizzabili; nei climi settentrionali più umidi sono necessarie adeguate potature a verde per una regolare maturazione dell’uva.
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