Coda di volpe. E' un vitigno noto sin dal tempo dei Romani: è usato in Campania nella preparazione del Bianco del Vesuvio doc ed entra anche nella vinificazione del Greco di Tufo. Antica varietà campana a bacca bianca, citata da Plinio il Vecchio nella sua "Naturalis Historia".
Il suo nome deriva dal latino "Cauda Vulpium", per la sua forma caratteristica che ricorda appunto la coda della volpe. Fino a qualche anno fa era considerato un vitigno minore e veniva utilizzato più che altro in assemblaggio con altre varietà. Oggi ha dimostrato, invece, di poter raggiungere livelli davvero interessanti, vinificato in purezza. Ha molti sinonimi fra cui Coda di Pecora, Pallagrello Bianco, Durante e Falerno. Ha foglia grande, pentalobata, di colore verde chiaro; grappolo grosso, spargolo, a volte serrato, di forma piramidale, alato; acino piccolo e regolare, sub-rotondo, buccia consistente giallastra e pruinosa. Ha una buona produttività ma è poco vigorosa; matura mediamente nella seconda quindicina di settembre.
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